US Open 2023: La profezia di Medvedev sulla pericolosità del torneo

“Un giocatore morirà e lo vedrete in diretta”. Queste forti parole, pronunciate da Daniil Medvedev, racchiudono il clima estremo che si è verificato all’US Open 2023 durante il match dei quarti di finale tra il russo e il connazionale Andrei Rublev.

Medvedev, testa di serie numero 2 del torneo, ha avuto la meglio su Rublev con un punteggio di 6-4, 6-3, 6-4 in un’epica battaglia durata 2 ore e 30 minuti. Tuttavia, l’attenzione è stata catturata non solo dallo spettacolare gioco, ma anche dalle condizioni climatiche che hanno messo a dura prova i giocatori.

Con una temperatura di 33 gradi e un’umidità praticamente insopportabile, l’Arthur Ashe Stadium ha parzialmente chiuso il tetto per cercare di offrire un po’ di sollievo ai tennisti. Tuttavia, sembra che questa misura non sia stata sufficiente per garantire loro condizioni ottimali.

Medvedev, che ha fatto ricorso all’inalatore in due occasioni durante la partita, si è trascinato faticosamente davanti alle telecamere nel corso del terzo set. Con il volto affaticato, ha dichiarato: “Non potete immaginare… Un giocatore morirà e voi lo vedrete…”. Un monito particolarmente forte, che mette in luce l’estrema difficoltà delle condizioni atmosferiche.

Il tennista russo ha poi spiegato nel dettaglio i disagi che ha affrontato: “Le condizioni erano brutali. L’unica cosa positiva è che erano uguali per entrambi i giocatori. Ci sono stati momenti alti e bassi, ma è normale. Alla fine del primo set non riuscivo a vedere la palla, cercavo di correre e colpire la palla. Rublev ha fatto la stessa cosa. Prima di ogni punto mi dicevo ‘non riesce più a correre’, quindi colpivo la palla e mi domandavo quando sarebbe crollato. Eravamo stanchissimi…”.

Mentre Medvedev raccontava le difficoltà incontrate, non ha potuto evitare di menzionare il sudore abbondante che traeva fuori da ogni poro. “Non so se sia apparso chiaro a chi stava guardando la tv. Sudavamo come pazzi, abbiamo usato asciugamani su asciugamani… Non ho più pelle sul naso e non per il sole… Ho appena visto Andrei nello spogliatoio, la sua faccia è paonazza…”.

Queste parole di Medvedev evidenziano un aspetto spesso sottovalutato del tennis professionistico: le condizioni climatiche avverse e come possano influenzare le prestazioni dei giocatori. Il caldo estremo e l’umidità opprimenti mettono a dura prova la resistenza fisica e mentale degli atleti, minando la loro capacità di spingere al massimo delle proprie potenzialità.

Fatto sta che la partita tra Medvedev e Rublev ha fatto emergere un problema serio da affrontare nel tennis, in particolare nei tornei estivi e in luoghi con condizioni climatiche particolarmente estreme come l’US Open. È auspicabile che gli organizzatori e le istituzioni sportive prendano in considerazione l’adozione di misure più adeguate per proteggere la salute e la sicurezza dei giocatori, come l’uso di pause all’ombra o di condizionatori d’aria per mantenere un ambiente adeguato.

La sfida tra Medvedev e Rublev rimarrà nella storia dell’US Open 2023 non solo per il suo emozionante contenuto tennistico, ma anche per le straordinarie condizioni climatiche che i due tennisti hanno dovuto affrontare. Speriamo che la lezione imparata da questa partita porti a un dibattito serio sull’importanza di garantire condizioni di gioco più sicure e salubri per i giocatori, che sono l’anima stessa del tennis professionistico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *