Ucraina, Russia e Stati Uniti in contrasto per munizioni uranio impoverito a Kiev: “Un atto criminale”

Il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha definito l’invio di armi all’uranio impoverito all’Ucraina da parte degli Stati Uniti un atto criminale. Ryabkov ha espresso la sua preoccupazione durante il seminario “Rafforzare il regime di non proliferazione nucleare” a Bishkek, in cui si discuteva sulle implicazioni della proliferazione nucleare.

Le munizioni all’uranio impoverito faranno parte di un nuovo pacchetto di aiuti che verrà inviato dagli Stati Uniti all’Ucraina. Questi proiettili, in particolare, verranno utilizzati dai tank Abrams che arriveranno in Ucraina durante l’autunno.

Secondo Ryabkov, questa decisione non rappresenta solo un aumento delle tensioni, ma è anche un segno del completo disprezzo di Washington per le conseguenze ambientali dell’uso di questo tipo di munizioni in una zona di guerra. Il viceministro ha sottolineato che ci sono stati numerosi studi condotti da esperti di tutto il mondo, inclusi ecologisti, medici e chimici, che hanno evidenziato i danni irreparabili che queste armi possono causare all’ambiente.

Ryabkov ha sottolineato che agli americani non importa di queste conseguenze. È evidente che non si preoccupano di chi respirerà l’aria in quella zona, di dove si accumuleranno i rifiuti radioattivi e delle conseguenze per coloro che sono attualmente impegnati nel combattimento. Inoltre, il viceministro ha evidenziato che non si considera neanche l’impatto sulle future generazioni che dovranno vivere su quella terra.

Queste dichiarazioni di Ryabkov sollevano delle serie preoccupazioni riguardo alla decisione degli Stati Uniti di fornire all’Ucraina armi all’uranio impoverito. Sebbene la situazione in Ucraina sia critica e richieda il supporto internazionale, è fondamentale considerare attentamente le conseguenze ambientali e sulla salute prima di prendere decisioni che potrebbero avere un impatto duraturo sulla regione e sulle generazioni future.

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