Riduzione del Pil nell’istruzione post-Covid al 4,1%

Esame di maturità presso il liceo Alfieri di Torino, 21 giugno 2023. Da stamattina oltre 536.000 studenti saranno alle prese in Italia con gli esami di Maturità. E quest'anno si torna alla formula pre-Covid, con due scritti e un colloquio. Oggi si parte con la prima prova, quella di Italiano. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO Final exam at the Alfieri high school in Turin, 21 June 2023. From this morning over 536,000 students in Italy will be grappling with the final exams. And this year we return to the pre-Covid formula, with two writings and an interview. Today we start with the first test, that of Italian. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La ripresa dell’anno scolastico, il primo dopo la fine ufficiale dell’emergenza sanitaria da Covid-19, ha evidenziato un problema che persiste nonostante la fine della pandemia: l’impoverimento educativo che questa ha causato sugli studenti. In particolare, i minori provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati sono stati i più colpiti dal punto di vista dell’apprendimento e del benessere psicologico.

La pandemia ha messo in luce l’importanza di investire adeguatamente nell’istruzione, ma nonostante ciò, la percentuale di Pil investita in questo settore dal nostro Paese è tornata a diminuire al 4,1%. Tale cifra è inferiore alla media europea, che si attesta al 4,8%. Questo dato preoccupante si aggiunge anche alla carenza di servizi fondamentali per il benessere dei bambini, come gli asili nido, le mense scolastiche e il tempo pieno.

L’organizzazione Save the Children ha evidenziato questa situazione allarmante, sottolineando che è necessario un intervento urgente da parte delle istituzioni. È fondamentale che il governo e le autorità competenti prendano consapevolezza dell’importanza di garantire un’istruzione di qualità per tutti, specialmente per quei bambini che si trovano in situazioni di svantaggio.

La mancanza di investimenti adeguati nell’istruzione può portare conseguenze a lungo termine, non solo per gli studenti, ma anche per l’intero Paese. Senza un’adeguata istruzione, i giovani rischiano di essere penalizzati nel loro percorso formativo e professionale, compromettendo così anche lo sviluppo economico e sociale del Paese.

È urgente che si affronti il problema della povertà educativa con politiche mirate e investimenti adeguati. È necessario garantire l’accesso a servizi essenziali come gli asili nido, le mense scolastiche e il tempo pieno, che sono fondamentali per garantire un ambiente educativo favorevole e di supporto per tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro situazione economica e sociale.

In conclusione, la pandemia ha messo in evidenza l’importanza di investire nell’istruzione, ma nonostante ciò, il nostro Paese ha ridotto i finanziamenti in questo settore. È fondamentale agire prontamente per rimediare a questa situazione, garantendo a tutti gli studenti un’istruzione di qualità e creando le condizioni necessarie per il loro benessere psicologico. Solo così potremo costruire un futuro migliore per tutti i ragazzi del nostro Paese.

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