I bus elettrici sono inadatti a causa del loro peso e della mancanza di contenimento dei guardrail, afferma Calamani (Aisico)

Un grave incidente stradale come quello avvenuto a Mestre, che ha causato la morte di 21 persone, potrebbe non avere colpevoli. Attualmente, non esiste alcun obbligo per i gestori delle strade di adeguare le barriere ai moderni standard di sicurezza. L’unico obbligo generico è quello di mantenere in ordine l’arteria, come indicato dal Codice della Strada. Il problema con le attuali barriere è che non sono adeguate per contenere veicoli più pesanti, come quelli elettrici, che hanno un baricentro più alto e quindi una maggiore tendenza al ribaltamento. Inoltre, le batterie dei veicoli elettrici possono prendere fuoco e le fiamme sono difficili da spegnere. Gli autobus a due piani, invece, non possono essere contenuti da nessuna barriera e finiscono sotto di essa in caso di impatto. Secondo Stefano Calamani, CEO di Aisico, l’associazione leader in Europa nel campo della sicurezza stradale, la responsabilità di questa tragedia ricade sullo Stato, poiché in Europa non si sta facendo abbastanza per la sicurezza stradale. I veicoli attualmente in circolazione sono molto diversi da quelli previsti dalle norme di sicurezza degli anni ’90. Le norme attuali sono obsolete e c’è un immobilismo che preoccupa. Un guardrail sicuro deve essere in grado di contenere i veicoli che circolano attualmente, senza causare danni eccessivi. Purtroppo, l’Italia è il peggiore in Europa per quanto riguarda la sicurezza delle barriere stradali. I produttori italiani puntano a barriere più leggere per ridurre i costi e vincere le gare d’appalto, ma di conseguenza la sicurezza è compromessa. Le barriere attuali sono meno sicure di quelle realizzate 30 anni fa.

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