Bus Mestre: il guardrail sotto accusa. Il Comune di Venezia spiega che si tratta di un varco di servizio.

L’incidente avvenuto a Mestre, in cui un pullman è precipitato da un cavalcavia, ha messo sotto esame le barriere di protezione lungo la rampa. L’assessore alla Mobilità del Comune di Venezia, Renato Boraso, si è difeso dalle critiche sostenendo che il progetto del cavalcavia è stato ereditato dallo Stato e che la responsabilità di riparare i piloni fatti settant’anni fa dovrebbe spettare al governo centrale.

Boraso ha anche spiegato che la mancanza di un metro e cinquanta nel guardrail è un varco di accesso necessario per motivi di sicurezza e manutenzione. Ha sottolineato che non ci sono segni di frenata e controsterzata sulla strada, nonostante il pullman abbia strisciato lungo il guardrail per decine di metri. L’assessore ha chiesto di conoscere la verità sull’accaduto e ha ribadito che il Comune sta collaborando con la procura per le indagini.

Boraso ha difeso se stesso e i tecnici del Comune dalle accuse riguardanti l’interruzione nella barriera del guardrail. Ha affermato che è improbabile che un pullman da 13,5 tonnellate, viaggiante a circa 60 chilometri orari, si incastrasse in un varco di un metro e mezzo senza lasciare segni di frenata. Ha sottolineato che spetta alla procura determinare se l’incidente sia stato causato da un malore o un guasto tecnico.

Al momento, la procura non ha acquisito alcun documento dal Comune di Venezia, ma Boraso ha assicurato che gli uffici del Comune sono a disposizione per fornire informazioni sulle verifiche e le analisi del cavalcavia condotte dal 2016. L’assessore ha affermato che la sicurezza dei cittadini è una priorità e che lavora per garantirla. Ha dichiarato di essere sereno, ma pronto a tutelarsi legalmente contro eventuali diffamazioni.

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