B&b Roma: Controversia contro controlli Comune su tassa soggiorno – Multe basate su dati errati

Il Comune sotto accusa per le cartelle della tassa di soggiorno

Il Campidoglio è al centro di una controversia con le strutture ricettive di Roma, come bed & breakfast e affittacamere, a causa delle cartelle arrivate per la tassa di soggiorno non pagata tra il 2021 e il 2022. Le sanzioni, da pagare entro 60 giorni, sono state emesse in seguito a un controllo incrociato tra i dati della Questura sulle presenze comunicate dagli operatori, quelli dell’Agenzia delle Entrate nella banca dati Siatel e quelli sulla tassa di soggiorno effettivamente pagata al Comune. Tuttavia, le strutture ricettive sostengono che gli accertamenti non tengono conto delle esenzioni per la tassa di soggiorno, come per i bambini al di sotto dei 10 anni, i disabili e i residenti a Roma.

Le lamentele delle strutture ricettive

I gestori delle strutture ricettive lamentano che i dati che devono comunicare alla Questura includono anche gli ospiti esenti dalla tassa di soggiorno. Ciò crea una discrepanza tra i numeri dichiarati e quelli effettivamente versati. Molti di loro hanno ricevuto multe, ma preferiscono pagare piuttosto che affrontare un ricorso costoso. Secondo Sergio Lombardi, Presidente dell’Osservatorio sul Turismo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma, la maggior parte degli accertamenti non ha tenuto conto delle esenzioni per la tassa di soggiorno.

Le discrepanze nei dati e le critiche alle modalità di comunicazione

Le discrepanze nei dati sono attribuite ai diversi criteri utilizzati dal database del Comune e dalla Questura. Mentre alla Questura vanno comunicate tutte le presenze, comprese quelle esenti, al Comune vengono comunicati solo i numeri relativi agli ospiti che devono pagare la tassa di soggiorno. Inoltre, non sono stati considerati i casi di cancellazioni o modifiche dopo il check-in, che possono influire sul calcolo della tassa di soggiorno. Le strutture che mettono la casa su Airbnb sono particolarmente colpite, poiché Airbnb gestisce direttamente la riscossione della tassa di soggiorno e versa l’importo al Comune.

La risposta del Campidoglio e le accuse di evasione

Il Campidoglio respinge le accuse di aver emesso “cartelle pazze” e sostiene che gli accertamenti sono stati effettuati nell’ambito della lotta all’evasione fiscale. Secondo fonti del Campidoglio, le incongruenze riscontrate sono molte e riguardano anche cifre elevate, rendendo difficile attribuirle solo a esenzioni non conteggiate. Tuttavia, le strutture ricettive hanno la possibilità di presentare un ricorso per dimostrare la regolarità dei loro pagamenti.

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