Trapani: Marisa Leo uccisa dall’ex compagno nonostante denuncia per stalking e querela ritirata

La triste vicenda che ha portato alla morte di Marisa Leo, la manager di 39 anni uccisa dal suo ex compagno Angelo Reina, solleva interrogativi su come sia stato gestito il caso dalle autorità competenti. Secondo quanto emerso, la donna aveva denunciato Reina per stalking nel maggio 2020 e successivamente si era rivolta nuovamente ai carabinieri per denunciare la violazione degli obblighi familiari da parte dell’uomo, in quanto egli non avrebbe provveduto al pagamento degli alimenti per la figlia della coppia.

Reina è stato quindi processato dal tribunale di Marsala, con due diverse accuse a suo carico, stalking e violazione degli obblighi familiari. Tuttavia, durante l’iter processuale, Marisa Leo ha deciso di ritirare le accuse presentando una remissione della querela per entrambi i procedimenti. È proprio in seguito a questa scelta che, nel gennaio del 2022, i giudici del tribunale hanno deciso per il non luogo a procedere nei confronti di Angelo Reina, dopo aver accettato la remissione della querela.

Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, da fonti giudiziarie si evince che la donna non ha più presentato ulteriori querele o denunce nei confronti dell’ex compagno dopo il verdetto del tribunale. È proprio in questa situazione che si è svolto l’incontro fatale tra i due, richiesto dall’uomo.

La morte di Marisa Leo solleva interrogativi sulla gestione del caso da parte delle autorità giudiziarie. È legittimo domandarsi se sia stata data sufficiente attenzione alla situazione di pericolo in cui si trovava la donna, considerando il fatto che aveva denunciato Reina per stalking e violazione degli obblighi familiari. È importante comprendere se siano state adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di Marisa Leo e della sua famiglia.

In un contesto in cui l’emergenza violenza di genere è sempre più presente nella nostra società, è fondamentale riflettere su come sia possibile migliorare il sistema di protezione per le vittime e prevenire tragedie come quella che ha colpito Marisa Leo. Occorre un maggiore supporto e una migliore coordinazione tra istituzioni e organi giudiziari per mettere al sicuro chi si trova in una situazione di vulnerabilità, offrire strumenti di protezione adeguati e una giusta tutela legale.

La morte di Marisa Leo ci ricorda che la lotta contro la violenza di genere non può essere sottovalutata e che è necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni affinché nessuna donna si trovi a subire conseguenze così tragiche. Solo attraverso un’attenta analisi delle dinamiche, una tempestiva valutazione dei rischi e un’intervento coordinato, si potranno effettivamente prevenire tali episodi e proteggere la vita di chi è vittima di violenza domestica.

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