Scuola e ostacoli per alunni stranieri senza cittadinanza italiana: denuncia di Save the Children

Il tema dei divari educativi è attualmente uno dei principali argomenti di discussione, tanto che ha trovato spazio anche nell’agenda politica. Eppure, esiste una realtà che sembra essere stata dimenticata dalla politica: quella dei bambini nati in Italia da genitori stranieri che non hanno la cittadinanza italiana. Questi bambini, sin dalla loro entrata alla scuola dell’infanzia, si trovano ad affrontare situazioni di svantaggio rispetto ai loro coetanei.

Secondo i dati, solo il 77,9% dei bambini con cittadinanza non italiana frequenta la scuola dell’infanzia, a fronte del 95% di bambini italiani tra i 3 e i 5 anni. Questo significa che una parte significativa di bambini nati in Italia da genitori stranieri non ha accesso alle stesse opportunità educative dei loro compagni italiani.

Ma quali sono le cause di questo divario educativo? A contribuire a tale situazione ci sono diversi fattori, tra cui il distanziamento sociale e culturale che i bambini con cittadinanza non italiana spesso sperimentano nelle scuole-ghetto di periferia. Queste scuole, spesso sovraffollate e con risorse limitate, non riescono a fornire un ambiente educativo di qualità a tutti gli alunni.

Inoltre, c’è un problema di integrazione che non può essere trascurato. I bambini nati in Italia da genitori stranieri si trovano spesso ad affrontare la difficoltà di doversi adattare a una cultura e a una lingua diverse da quelle della loro famiglia. Questa situazione può causare loro una sensazione di estraneità e di inadeguatezza.

I risultati di questo divario educativo sono visibili nel lungo periodo. I bambini che non hanno avuto le stesse opportunità educative dei loro compagni italiani, infatti, si trovano ad affrontare maggiori difficoltà nel mondo del lavoro e nella società in generale.

È quindi necessario porre maggiore attenzione su questa problematica dimenticata dalla politica. Occorre garantire opportunità educative equitative a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro cittadinanza. Solo così potremo superare i divari educativi e costruire una società più giusta e inclusiva per tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *