Scoperti 4 arresti per truffa sui finanziamenti statali alle imprese

Un fermo immagine mostra un momento dell'operazione che ha portato i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano ed i poliziotti del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia, su delega del procuratore aggiunto Dott. Eugenio Fusco e del pm Carlo Scalas - a eseguire una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due indagati, per reati di truffa pluriaggravata, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento e auto-riciclaggi, 1 dicembre 2021. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Quattro persone sono state arrestate a Milano nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza. Al centro delle indagini c’è un’associazione per delinquere che operava tra Milano e l’hinterland, con l’obiettivo di ottenere finanziamenti illeciti garantiti dal Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, che venivano poi dirottati verso società estere situate in Repubblica Ceca e Svizzera.

Secondo quanto spiegato dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe costituito e acquisito sette società, intestate a soggetti terzi e prestanome, che apparivano solo formalmente operative. Attraverso queste società, il gruppo avrebbe ottenuto ingenti finanziamenti da diversi istituti di credito, per un totale di oltre 5,4 milioni di euro. I finanziamenti erano garantiti dallo Stato per oltre 4 milioni di euro, attraverso Mediocredito Centrale Spa, l’ente responsabile della gestione dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e del rilascio delle garanzie da parte del Fondo di Garanzia per le Pmi.

L’inchiesta ha portato all’emissione di 35 capi di imputazione e coinvolge complessivamente 17 indagati. Gli accusati avrebbero manipolato le informazioni finanziarie delle società coinvolte, attraverso operazioni di falsificazione dei bilanci e produzione di documenti contraffatti. Inoltre, le imprese avrebbero creato siti web con indicazioni di importanti partner commerciali e dichiarato risultati positivi in termini di ricavi e profitti, al fine di apparire affidabili e solvibili agli istituti di credito. Queste condizioni erano necessarie per ottenere i finanziamenti, garantiti da enti pubblici.

Il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto il sequestro preventivo dei beni degli indagati, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. L’obiettivo è quello di confiscare tali beni in modo da garantire un risarcimento equivalente al danno causato dalla presunta associazione per delinquere.

L’inchiesta mette in luce l’importanza di vigilare sull’ottenimento dei finanziamenti pubblici da parte delle imprese. È necessario che le autorità competenti siano in grado di individuare e contrastare eventuali abusi o pratiche fraudolente. Solo in questo modo si può garantire che i fondi destinati alle piccole e medie imprese siano effettivamente utilizzati per favorire la crescita e lo sviluppo dell’economia.

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