La doppia morale dei 5 Stelle: il caso Travaglio

La città di Foggia si prepara ad affrontare nuove elezioni dopo lo scioglimento per mafia, diventando così il nuovo campo di battaglia politico contro le forze di destra, in vista delle elezioni europee. Mentre si costruiscono le alleanze e si discutono le candidature, emerge un problema relativo a due potenziali candidati del centrodestra, Raffaele Di Mauro e Giuseppe Mainiero, che avrebbero “parentele con persone legate ai clan”, secondo un articolo del giornale “Il Fatto quotidiano”.

Entrambi i candidati sono incensurati e non risultano indagati in alcun modo né coinvolti nello scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose. Tuttavia, il giornale solleva la questione della “opportunità politica”, poiché sembra che Di Mauro, un avvocato di professione, abbia sposato una donna che sarebbe la nipote di un boss della criminalità organizzata foggiana assassinato nel 2007. Tuttavia, Di Mauro sostiene che non abbia mai incontrato né conosciuto questo zio acquisito, in quanto il matrimonio è avvenuto nel 2015, otto anni dopo la sua morte.

Anche Mainiero, l’altro candidato, è coinvolto in una questione simile. Dopo la morte della nonna, suo nonno si è risposato con la vedova di un boss mafioso. Tuttavia, Mainiero afferma di non aver mai conosciuto né frequentato i figli della sorellastra di sua madre. Nonostante le spiegazioni fornite, il giornale “Il Fatto” non sembra soddisfatto delle risposte date dai due candidati.

L’articolo sottolinea che la questione sollevata non riguarda aspetti penali, ma riguarda l’opportunità politica di avere come candidati persone con legami familiari con individui legati alla criminalità organizzata. La presenza di tali legami può sollevare dubbi sulla capacità dei candidati di agire in modo indipendente da eventuali influenze mafiose e di rappresentare al meglio gli interessi della comunità.

Le elezioni a Foggia si preannunciano quindi particolarmente interessanti, poiché è necessario fare chiarezza sulla questione dei candidati e verificare se i legami familiari possano effettivamente influenzare il loro operato politico. La sfida per le destre sarà quella di dimostrare che i candidati in questione sono ben consapevoli dei loro legami familiari, ma capaci di preservare la loro integrità e di agire nell’interesse della collettività.

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