Autolesionismo: cause e motivazioni dell’autolesionismo tra gli adolescenti

Autolesionismo: il fenomeno in crescita tra gli adolescenti

Il fenomeno dell’autolesionismo tra gli adolescenti è in crescita, con un aumento del 75% negli ultimi 10 anni, secondo i dati della Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Marta, una ragazza di 15 anni, è una delle protagoniste di una serie editoriale sul disagio giovanile intitolata “Leggere tra le righe”. Marta ha trovato nel tagliarsi una soluzione per sfuggire al tormento dei genitori e del fratello. Nonostante la cicatrice che si è procurata le dia un senso di pace, nessuno ha notato il suo gesto di autolesionismo. Il libro e il podcast che raccontano la storia di Marta sono stati realizzati in collaborazione con Scuola Holden ed edizioni Erickson.

Il disagio giovanile e l’effetto del Covid-19

Il disagio giovanile è un problema sempre più diffuso, accentuato dall’isolamento causato dalla pandemia di Covid-19. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il suicidio è la seconda causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali. I disturbi mentali iniziano spesso prima dei 18 anni e molti ragazzi presentano sintomi come depressione, disturbi del sonno e dei comportamenti alimentari. L’autolesionismo non suicidario è un sintomo di grande sofferenza emotiva e richiede un approccio personalizzato per essere affrontato.

Il corpo come forma di comunicazione e i segnali agli adulti

L’autolesionismo rappresenta un modo per i ragazzi di esprimere la propria sofferenza emotiva. Il corpo diventa una lavagna sulla quale scrivere i propri sentimenti, che non possono essere comunicati a voce. Tuttavia, i ragazzi cercano di mandare segnali agli adulti, che spesso non vengono recepiti. È importante prestare attenzione ai cambiamenti di comportamento e di umore dei ragazzi e cercare di capire il messaggio che vogliono comunicare attraverso l’autolesionismo. I genitori devono imparare a mediare la richiesta d’aiuto per il figlio e per sé, cercando un approccio tranquillo e mostrando di voler capire.

La fragilità come punto di contatto tra le generazioni

Gli adulti “fragili” di oggi devono affrontare il difficile compito di sostenere il ruolo educativo da soli, in famiglie spesso composte da tre persone. Tuttavia, questa fragilità può essere il punto di contatto tra le generazioni, permettendo di superare le barriere e di comprendere meglio i ragazzi. Ammettere gli errori e mostrare di voler fare meglio può trasmettere un messaggio positivo ai ragazzi e aiutarli a gestire le proprie fragilità emotive. La fragilità diventa quindi un’opportunità di crescita e di comprensione reciproca.

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